Monografia della seconda linea di difesa della Valle Tellina

PREMESSE

La località scelta per l’organizzazione difensiva destinata ad essere la seconda linea di difesa della Val Tellina, trovasi a monte della confluenza della valle Grosina e dell’abitato di Grosio. Si è dovuto quindi predisporre un duplice sbarramento: quello della Valle Tellina che si appoggia alle pendici del Varadega, e quello della Valle Grosina meridionale che si appoggia a quelle orientali di Dosso Cornino. Le due linee si congiungono a M.Storile che sorge alla confluenza delle due valli.

A-DESCRIZIONE DEL TERRENO

I°) ZONA DI M.VARADEGA E FONDO VALLE TELLINA A SINISTRA DELL’ADDA
Le pendici interessanti la linea sono poste immediatamente a Sud della Val di Lago, profonda depressione che la separa da quelle di Pizzo alto alla Croce. I due versanti della depressione presentano le stesse caratteristiche: terreno impervio, accessibile solo eccezionalmente dalla vetta alla q.2300; accessibile, boscoso ed uniforme fino alla quota 1550; rotto, solcato da valloncelli, con roccioni sormontati da limitati terrazzi prativi, coperto di boschi di alto fusto, d’estensione però limitata e che si trasformano in sodaglia verso la parte bassa, dalla quota precitata a valle. Notevole su questo versante verso Val di Lago, dal Baitone a valle, sono due conche concentriche limitate a sud-ovest: l’esterna dalla linea Baitone, I Piazzelli, Morat, il Roccolo, Ponte delle Capre – l’interna dalla linea: Baitone, q.1071, I Ron, Osteron, Case Lago. La prima è caratterizzata dal fatto che il limite esterno è costituito da terrazzi, dossi intramezzati da ripidi pendii e salti, la seconda invece, da I Ron al roccione strapiombante sopra l’Adda in località Osteron, segue un costone ben definito. Le comunicazioni esistenti, numerosissime nella parte bassa dalla quota 1000 a valle, diventano rare nella zona superiore ed immediatamente a Sud di Val di Lago. Questa depressione presenta limitatissimi accessi, il più comodo è quello detto del Baitone percorso dalla mulattiera Passo del Mortirolo-Taronno.
2°) ZONA DI M.STORILE E FONDO VALLE TELLINA A DESTRA DELL’ADDA.
Lo Storile (m.2473) ha forma piramidale con uno spigolo caratteristico alla confluenza delle due valli lungo il quale si notano parecchi terrazzi che assumono speciale importanza per la sistemazione difensiva della montagna rispetto ai due sbarramenti. La configurazione del terreno sui due versanti ha pure singolari caratteristiche:
Verso la Val Tellina: accessibile dalla vetta alla q.2000 circa; rotto, impervio, boscoso, a terrazzi separati da imponenti strapiombi da q.2000 al fondo valle. Questo, a nord dell’abitato di Grosio, ha una larghezza di 800 metri circa ed è a pianori degradanti verso il fiume. Notevole su questo versante è il Vallone di Arzuga, per l’imponente cono di deiezione che ha dato per anni materiale da costruzione in abbondanza.
Per la natura sua tutta cave, buche ed anfratti, la linea di difesa ha subito una deviazione come si dirà in appresso. Verso Val Grosina: Presenta in massima le stesse caratteristiche, i terrazzi però hanno uno sviluppo longitudinale assai maggiore, e la zona impervia, rocciosa e boscosa si arresta alla q.1400 con un brusco salto che strapiomba sopra un pendio uniforme e brullo fino alla q.1000 circa; da detta quota all’alveo del torrente Roasco la valle presenta sui due versanti le caratteristiche di una vera forra.
Le comunicazioni esistenti si svolgono naturalmente secondo le caratteristiche del terreno: sono verso la Valle Tellina sentieri alpestri, le migliori sono quelle che verso quota 2000 congiunge Storile (q.1981) con Dos Pesciol e Menarolo de Sopra, e verso il fondo valle quella che da Grosio per Arzuga, attraverso il vallone omonimo, scende a Vernuga.
3°) ZONA DI DOSSO CORNINO.
Le pendici di Dosso Cornino, che costituiscono il versante destro della valle Grosina nel suo ultimo tratto prima di sboccare in val d’Adda, presentano due salienti caratteristici. Il settentrionale si diparte dalle roccie di Dosso Campesello e, dirigendosi a nord-est, forma lo sperone di Sopiane alla confluenza del braccio superiore occidentale di Val Grosina con quello inferiore. Il meridionale si diparte dal massiccio centrale della montagna ed ha andamento da ovest ad est e costituisce lo spigolo della montagna fra le Valli Grosina e d’Adda; il centro del rientrante è rappresentato del fossato determinato dal corso del torrente Artegione. Il terreno interposto fra i due salienti sopracitati e l’Artegione non è uniforme; si mantiene a larghe dorsali di lieve pendenza dalla parte impervia della montagna alla q.1600 circa, e si rompe a valle in una moltitudine di depressioni poco profonde e percorse da torrentelli affluenti del Roasco. Inoltre la zona superiore è fortemente boscosa, l’inferiore è a pascoli, costellata da numerose abitazioni (baite).
Dalla q.1000 al letto del Roasco si nota il solito brusco scoscendimento che trasforma in una forra la parte inferiore della valle. A sud dell’Artegione il terreno, mantenendo in generale le caratteristiche di cui sopra, presenta un risalto più brusco fra le regioni che costituiscono la cortina ed il rilievo che forma il saliente, inquantochè la prima, di estensione molto limitata, viene a formare una vera conca il cui margine esterno è costituito dall’altipiano di Fop, dal roccione caratteristico di q.1464 e dalla dorsale di Masanetta. Notevole è la differenza fra le pendici della montagna verso la Val Grosina e quelle verso la Val d’Adda; le prime sono a terreno facile, le seconde sono ricche di pareti a picco e di rilievi rocciosi, i più caratteristici sono quelli della Dossa e di q.901 che s’innalzano ripidamente sopra il fondo valle. Scarse sono quindi le comunicazioni su quest’ultimo versante e molto più numerose su quello di Val Grosina, le più importanti sono le seguenti che tutte si dipartono da Grosotto:
I°) Carrareccia, già mulattiera, che sale a Vedec con diramazione alla Sella di Pugien ed ai vari appostamenti di artiglieria: da Vedec la medesima si tripartisce e dei nuovi tronchi, diventati mulattieri, il superiore va a Luriana ed a Fop ed i due inferiori continuano verso l’alto della valle percorrendo il versante a differente altezza.
II°) Mulattiera che sale a Plas ed a Pesciola e continua, partendosi in diversi sentieri, alla testata dell’Artegione e di là alla Forcoletta; un tronco mulattiero riunisce queste comunicazioni colla precedente a Fop.
III°) Mulattiera che percorrendo la valletta interposta fra il rilievo della Dossa e quello della q.901 porta all’Artegione mantenendosi a poca altezza dal fondo valle.

B-FUNZIONI AFFIDATE ALLA LINEA

La scelta delle pendici del Varadega a sud di Val Lago come posizioni da occupare difensivamente per sbarrare la Valle Tellina, fu determinata dal fatto che la destra della posizione è saldamente appoggiata al M.Varadega che forma uno dei capisaldi dell’organizzazione difensiva della conca del Mortirolo, alla quale si appoggia pure la seconda linea difensiva della Valcamonica. Oltre a ciò si è ritenuto opportuno provvedere pure a qualsiasi minaccia che potesse provenire da Val Grosina per limitati reparti di truppa che potessero oltrepassare il Passo di Verva e quello di Confine, occupando con opere difensive le pendici del Dosso Cornino a sud dell’Artegione.
Questo nuovo sbarramento si appoggia a sinistra al massiccio di Dosso Cornino che è destinato ad essere uno dei capisaldi per il congiungimento delle opere difensive esistenti, ed oggetto della presente monografia, con quelle che si stanno costruendo per lo sbarramento di Val Poschiavino, in modo da formare a lavoro compiuto una sola ininterrotta linea difensiva.
La parte centrale, dove i due sbarramenti si congiungono, è rappresentata dal massiccio di M.Storile; le cui pendici sono pure, sebbene soltanto in parte, organizzate difensivamente.
Le posizioni per artiglieria sono poste sui rilievi del terreno allo sbocco di Val Grosina in Val d’Adda; hanno in massima parte azione verso la Val Tellina.
In conclusione le funzioni affidate alla linea sono quelle di una resistenza ad oltranza contro qualsiasi azione di sfondo che provenisse dalle valli Tellina e Grosina, azione che deve considerarsi principale in Valle Tellina e secondaria in Val Grosina, e ciò per le condizioni delle comunicazioni che percorrono le due valli. Infatti la Valtellina è percorsa dalla Nazionale che permette un movimento rapido ed intenso delle truppe e dei servizi, mentre nelle Valli Grosine, sia che la minaccia provenga dal tronco orientale per il Passo di Verva come dall’occidentale per i Passi di Sacco, Malghera e Pedruna, non si hanno che sentieri e mulattiere che permetterebbero solo l’impiego di forze limitate e di scarsa artiglieria.

C-CRITERI DELL’ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA

CONSIDERAZIONI GENERALI, POSTAZIONI DI ARTIGLIERIA, OSSERVATORI
Lo sforzo massimo e più vigoroso dell’avversario sembrerebbe doversi attendere in fondo Val Tellina e sulle pendici del M.Varadega e perché ivi con lo sfondamento della linea si otterrebbe il massimo effetto utile, e perchè le facili comunicazioni ed il terreno antistante permettono un poderoso schieramento d’artiglieria di ogni calibro ad utile portata di tiro.
Le più probabili posizioni d’artiglieria avversarie sono quelle poste sulle alture costituite dalle propaggini del M.Storile e Pizzo Alto alla Croce che sbarrano la valle sulla linea Migiondo – Taronno, sui rilievi posti allo sbocco di val Migiondo e sul Dosso Morenico più arretrato di Sortenna. Giova però osservare che gli accessi sul rovescio per le posizioni avversarie più minacciose, che sono quelle di Taronno e di Sortenna, non sono facilmente ricavabili e che quindi l’avversario dovrà accedervi dalle comunicazioni poste sul d’innanzi delle posizioni stesse.
Per le scarse comunicazioni e per l’asperità del terreno, le azioni sullo Storile non potranno essere condotte che da reparti limitati, mentre sulle pendici orientali di Dosso Cornino la plastica del terreno si presenta favorevole ad un attacco in forze per quanto questo, data la natura delle comunicazioni d’accesso attraverso il Passo della Verva e quelli di confine, non sembra possa essere appoggiato da uno schieramento d’artiglieria di molta importanza. Le linee di difesa sono in massima parte costituite da elementi staccati con appostamenti per mitragliatrici, fiancheggiantisi mutualmente intercomunicanti con camminamenti o con sentieri defilati.
Pressochè ogni elemento è munito del ricovero per il presidio durante il bombardamento e vi sono pure ricoveri per i vari servizi e per gli osservatori. Antistante alla linea vi è una fascia di reticolato che in certi tratti è raddoppiata.
I criteri che hanno informato i lavori di difesa iniziati nel marzo 1916, risentono delle evoluzioni avvenute durante la loro costruzione a seconda dei risultati delle esperienze fornite da altre fronti, e nel progredire i lavori stessi si modificarono e si uniformarono, per quanto possibile, alle prescrizioni che man mano venivano comunicate colle successive circolari.
Così mentre i primi elementi di trincea furono costruiti in cemento armato e molti ricoveri con semplice blindatura, in seguito le trincee furono scavate tutte scoperte ed a raso suolo, i ricoveri aumentati di numero, ridotti di capacità e ricavati tutti in roccia e per le opere già esistenti si sta ora rimediando costruendo altri elementi scoperti fra quelli in cemento, mascherando questi ultimi, costruendo traverse, aprendo scappatoie e munendo molti ricoveri di doppia uscita. Questi lavori sono tutt’ora in corso.
Dovendo l’azione delle artiglierie della difesa più che altro controbattere artiglieria e truppa poste in Valle Tellina, gli appostamenti sistemati hanno tutti un obbiettivo ben determinato, nella stessa valle e, presupponendo una violenta azione dell’artiglieria avversaria, sono ricavati in caverna.
Per azione comune verso le due valli si sono predisposti due appostamenti per medi calibri alla sella di Pugien e per ogni azione verso Val Grosina si sono considerate posizioni convenienti quelle poste sulle pendici del rilievo di Pugien a monte di Vedec ed altre nei pressi della vasca della Centrale Elettrica sul versante opposto della Val Tellina di fronte allo sbocco della Val Grosina.
Dato però il presupposto d’un limitato impiego d’artiglieria per parte dell’avversario, non si è predisposto alcun appostamento ritenendo di poter usufruire dei pezzi d’artiglieria, appostati sulle pendici dello stesso rilievo di Pugien per l’azione di Valtellina, mediante postazioni in barbetta da ricavarsi al momento dell’azione con pochi lavori di sistemazione.
Gli osservatori per artiglieria scelti all’atto della compilazione del progetto dei lavori sono tre. Due hanno osservazione verso le due valli, rispettivamente l’uno in regione Pugien e l’altro in regione Storile, il terzo ha osservazione verso Val Tellina ed è collocato all’incirca sulla linea delle fanterie in regione Le Cerese.

D-DESCRIZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA

1°) LINEA A DIFESA DELLA VALLE TELLINA. (Vedi Schizzo N.°13)
Le pendici del Varadega scelte per essere organizzate a difesa sono quelle poste a sud della Valle di Lago ma, per quanto risulta dalla descrizione del terreno, non è stato sempre possibile seguire con una sola linea di resistenza il costone che limita immediatamente a sud la depressione, essendo detto costone in massima parte dominato dall’opposta riva. Si è perciò limitata l’unica linea difensiva da q.2250 al Baitone (q.1480), e da quest’ultima località a valle si è seguito colla linea di resistenza il margine della più interna delle due conche concentriche sopradescritte, segnato dalla linea Baitone, q.1071, I Ron, Osteron, Case Lago, proteggendo detta linea lungo il vallone con posti di osservazione e chiudendola in fondo valle, sulla sinistra dell’Adda, con una triplice linea di trinceramenti fino al piede delle pendici della montagna.
Sulla destra dell’Adda la linea di difesa si svolge a nord dell’abitato di Grosio arretrandosi a denti di sega in modo da poter battere il margine esterno del conoide del Vallone di Arzuga, e si appoggia alle prime pendici dello Storile in località Dria.
Non si sono fino ad ora costruite altre opere sulle pendici orientali dello Storile all’infuori di un appostamento in caverna per artiglieria in località Arzuga, che ha azione fiancheggiante rispetto alla linea del Varadega, allo scopo di battere i numerosi angoli morti antistanti il vallone del Lago, e dall’alto il terreno rotto e difficile del conoide di Arzuga.
a) VARADEGA.
Dalla q.2250 circa al Baitone la linea segue il costone che forma il versante sinistro di Val di Lago ed è protetta da una fascia di reticolato della larghezza media di m.3- e consta di elementi di trincea scoperti, con ricoveri posti in prossimità od a contatto delle trincee che servono esclusivamente per il rifugio del presidio in caso di bombardamento. Dal Baitone a I Ron la linea si allontana da Val di Lago e segue dapprima il margine superiore della zona boscosa che limita a valle il ripiano del Baitone, quindi, ritornando pressochè parallela al vallone sopracitato, scende lungo parecchi ripiani rocciosi che dominano le testate delle vallette scendenti al piano; perciò gli elementi di trincea, in parte scoperte ed in parte in cemento armato, sono riuniti a gruppi, disgiunti da zone rocciose ed impervie.
Questa linea ha ricoveri in roccia ed in galleria, per il presidio delle trincee ed un ricovero per le riserve, ed è protetta da una fascia di reticolato della larghezza variabile da m. 4,50 a 6.-
Da I Ron ad Osteron (Veggasi shizzo N° 4 scala 1:1000) la linea segue il costone detto dell’Osteron, ed è attraversata da due canali, l’uno per la centrale elettrica di Grosotto e l’altra per quella in costruzione di Grosio, entrambe di proprietà del comune di Milano. Per quest’ultima che ha la tubatura ed il fabbricato nelle adiacenze della linea si è imposto al precitato Comune una limitazione dell’altezza del fabbricato, il mascheramento della conduttura, del canale e parecchie altre modalità di costruzione. La linea ha elementi in cemento armato, ricoveri in roccia ed in galleria, dei quali due per le riserve, ed è protetta da una fascia di reticolato della larghezza di m. 6.00.-
Complessivamente vi sono:
N° 41 elementi di trincea scoperti dello sviluppo complessivo di m.450.-
N° 17 elementi di trincee in cemento armato del complessivo sviluppo di m. 370.-
N° 14 piazzuole per mitragliatrici.
N° 1 appostamento per mitragliatrice in roccia e N° 5 blindati.
N° 43 ricoveri in roccia ed in galleria, di cui due, dei tre destinati alle riserve, attrezzati a dormitorio; superficie totale mq. 610.- Si sta completando la linea nell’intento di rafforzarla e collegarla colle opere difensive della regione del Mortirolo.
In posizione arretrata rispetto alla linea di resistenza, ed alla q.850 circa, esiste un trincerone in cemento armato con appostamento per mitragliatrice, sviluppo m.40, a guisa di ridotta: il ricovero è in costruzione.
Dal Baitone a valle vi è pure una linea di posti di osservazione che segue il margine del vallone del Lago e consta di due posti:
Il primo a q.900 è composto di un appostamento blindato per mitragliatrice, di due trincee annesse in cemento armato lunghe m.40 e di un ricovero in galleria; il secondo alla q.750, di un appostamento in roccia per mitragliatrice. Il primo posto è collegato colla linea di resistenza mediante 5 elementi in cemento armato lunghi m.85, con due mitragliatrici blindate e due ricoveri. Dette opere, con obbiettivi fiancheggianti rispetto alla linea principale, sono costruite all’altezza del canale della Centrale di Grosotto, canale utilizzabile come camminamento, essendo parte coperto e parte in galleria e di sezione facilmente percorribile. Il secondo posto è analogamente situato in vicinanza del canale della Centrale di Grosio.
b) FONDO VALLE
A SINISTRA DELL’ADDA.-
Lo sbarramento dal piede della montagna al fiume è costituito da tre linee di trinceramenti che hanno lo sviluppo complessivo di m.400 (veggasi schizzo N° 4 scala 1:1000) La più avanzata all’altezza del ponte di Grosio, completamente protetta da due fasce di reticolato larghe 6 metri ciascuna, è composta di:
N° 6 elementi di trincea lunghi m.150, congiunti da camminamenti in cemento armato
N° 3 mitragliatrici blindate
N° 2 ricoveri attrezzati a dormitorio in cemento armato, a ridosso della linea, della capacità di 50 uomini ciascuno.
N° 2 ricoveri in roccia della superficie di mq. 50.-
Si collega colla linea dei posti di osservazione con due elementi scoperti della lunghezza di 15 metri.
La linea mediana, protetta da reticolato come le precedente, è costruita al piede del rilievo di Osteron verso Nord, e consta di una linea continua di trincee e camminamenti in cemento armato, scoperti e con copertura leggera, della lunghezza complessiva di m.200; ha due ricoveri in roccia alle estremità, superficie mq.120, ed è fiancheggiata dall’alto da un appostamento blindato per mitragliatrice con annessa trincea e ricovero in caverna. Si collega colla precedente mediante un camminamento in parte coperto, con elementi attivi ed una mitragliatrice fiancheggiante blindata. Lungo il camminamento sono disposti: un ricovero per Ufficiali, un posto di medicazione e due latrine in locali blindati.
La terza linea, arretrata rispetto alla linea di resistenza del Varadega, serve per il collegamento colle trincee costruite sulla destra dell’Adda: è protetta da una fascia di reticolato larga 6 metri ed è composta di:
5 elementi scoperti della lunghezza di m.50
2 mitragliatrici, una blindata e l’altra in roccia, 3 ricoveri in galleria della superficie di mq. 80.-
A DESTRA DELL’ADDA.- (Veggasi schizzo N° 5 scala 1:1000)
Lo sbarramento è costituito da:
Una linea di trinceramenti ad elementi staccati in parte scoperti ed a raso suolo (N°21 della lunghezza complessiva di m.150) in parte con copertura in cemento armato (N°8 dello sviluppo di m.75).
9 mitragliatrici blindate
1 appostamento per mitragliatrice in roccia
3 ricoveri in caverna per riserve, comando e posti di medicazione superficie complessiva mq.160-
Una galleria-camminamento-ricovero che attraversa la valle alla profondità media di 14-15 metri parallelamente alla linea delle trincee, alle quali è unita mediante 19 scappatoie e camminamenti. La galleria misura m.414 di lunghezza e m.1.20 di larghezza. (Veggasi tavola dei particolari N° 6)
e) PENDICI ORIENTALI DELLO STORILE.-
Non vi è che una caverna per un pezzo da 75/906 ricavata nel roccione detto di Arzuga (veggasi tavola dei particolari N°6).
Per l’obbiettivo imposto a tale pezzo, che è quello di fiancheggiare l’intera linea del Varadega, l’appostamento si considera far parte integrante della linea stessa.
2°) LINEA A DIFESA DELLA VALLE GROSINA.-
Sul versante di M.Storile volto verso la valle Grosina, i trinceramenti seguono la linea: Menarolo di Sotto – S.Giacomo – Perat. Nel progetto era inoltre prevista una linea di posti di osservazione dalla vetta per q.2000 e Menarolo di Sopra.
Le pendici di Dosso Cornino scelte per essere organizzate a difesa, son quelle poste a sud del torrente Artegione e, per gli stessi motivi già esposti per la linea del Varadega, venne pure in questo caso progettata una linea di posti di osservazione sul costone che limita la depressione ed una linea di resistenza al margine della conca descritta nel comma A N°3, e, seguendo dalla q.1464 a valle il costone di Masanetta. Attualmente è in completa efficienza la linea avanzata posta sul margine dell’Artegione fino a Fop (q.1674) e si sta completando e sistemando quella che dal fondo valle sale alla q.1464 della quale esiste fin d’ora la completa ossatura.
a) MONTE STORILE.- Da Menarolo di Sotto al fondo Valle.
Il caposaldo di Menarolo di Sotto serve per un’azione difensiva su doppia fronte; non è però completato ed i lavori sono ancora in corso.
Gli elementi di trincea con fronte verso Valtellina sono tre, e quattro quelli verso la Val Grosina; lo sviluppo della linea di fuoco è di 40 metri per i primi e di 80 per i secondi. Vi è inoltre un appostamento per mitragliatrice in caverna verso Val Tellina. Non è stato ancora costruito il reticolato. I ricoveri sono in caverna, servono per le due fronti e possono contenere 150 uomini.
La linea dall’altipiano di Menarolo scende al Rosso per Calandela, Sbricone, S.Giacomo e Perat, protetta da una fascia di reticolato larga m. 4 – 5 fino alla parete rocciosa che strapiomba sul torrente a valle e a Nord dell’abitato di Perat.
Consta di tre tratti: il primo con fronte a nord e a nord-ovest fra Menarolo e la mulattiera che da S.Giacomo porta a detta località, è costituito da elementi scoperti ed in cemento armato; il secondo, fra la mulattiera dianzi citata e quella che collega S.Giacomo con Fusine, è costituito come il precedente; il terzo, fra detta comunicazione ed il fondo valle, consta di soli elementi scoperti. Gli ultimi due tratti hanno fronte a nord-ovest con leggera concavità verso l’alto della valle.
Complessivamente vi sono:
15 elementi di trincea scoperti dello sviluppo complessivo di m. 108-
9 elementi di trincea in cemento armato dello sviluppo di m. 160-
1 appostamenti per mitragliatrice blindato
6 ricoveri in galleria nel primo e secondo tratto, dei quali tre capaci di 25 uomini, due di 75, ed uno di 150.
4 ricoveri in roccia prossimi alle trincee capaci di 20 uomini ognuno nel terzo tratto;
1 locale blindato per medicazione.
Quasi tutti gli elementi di trincea del primo e secondo tratto sono congiunti da camminamenti in parte attivi.
La capacità dei ricoveri, essendo esuberante rispetto allo sviluppo della linea di fuoco, permette di utilizzarne una parte per i comandi ed i servizi vari.-
b) DOSSO CORNINO.-
La linea avanzata si sviluppa dal fondo valle all’altipiano di Fop lungo il costone che forma le rive destre del torrente Artegione; detto costone, dal Roasco alle mulattiere Vedec – Masanetta – Artegione, domina quello delle rive opposte, dalla mulattiera a Fop ne è dominato.
La linea, protetta da una fascia di reticolato larga da m. 6 a m. 4, consta di:
30 brevi elementi di trincea scoperti
2 elementi blindati con copertura in cemento armato (sono quelli immediatamente a monte della mulattiera sopracitata)
20 ricoveri in galleria ed uno in caverna, vicinissimi alle trincee e comunicanti colle stesse, mediante sentieri non sempre defilati che si stanno trasformando in camminamenti. Detti ricoveri sono in generale di scarsa capacità per ricoverare il presidio delle trincee vicine in caso di bombardamento.
4 appostamenti per mitragliatrici blindati in cemento armato;
1 appostamento per mitragliatrice in roccia
8 piazzuole per mitragliatrici
Sviluppo della linea di fuoco m.400.-
Superficie dei ricoveri mq.300
La seconda linea si sviluppa sul costone detto di Masanetta a valle della q.1464.
Consta di:
6 elementi di trincea in cemento armato: sviluppo ml.200.-
4 ricoveri in galleria per il presidio in caso di bombardamento: superficie mq.70
1 ricovero defilato ed attrezzato uso dormitorio, per 25 uomini.
Si sta completando la linea che dovrà collegarsi attraverso della zona impervia del massiccio di Dosso Cornino e di Campiano con quella in costruzione sul versante orientale del Poschiavino.
3°) APPOSTAMENTI DI ARTIGLIERIA.-
Sono 7 per artiglieria campale in caverna con relativa riservetta e ricovero truppa pure in caverna e 4 per medi calibri.
L’appostamento più avanzato è quello di Arzuga, tre altri trovasi sul rilievo detto il Dosso di Grosio ed i rimanenti sul versante del Dosso Cornino sopra Grosotto.
ARTIGLIERIA CAMPALE
Appostamento di Arzuga (vedi tavola dei particolari N° 6).- Obbiettivo fiancheggiante rispetto alla linea del Varadega e del fondo valle. Ha due cannoniere.- Vi si accede mediante un piano inclinato che comunica con una diramazione della carrareccia che dal Km.39 della Nazionale per Ravoledo porta a Menarolo di Sotto.
Appostamenti del Dosso di Grosio (Schizzo 1:10000 A.B.C.: N°3)
A – Situato a Nord-Est del casale di Dosso. Obbiettivo: Fondo valle parzialmente abitato di Grosio, Storile (Arzuga), Dosso morenico di Sortenna e Tiolo. Ha due cannoniere.-
B – Situato ad Ovest del casale di cui sopra. Obbiettivo: Come sopra ma più esteso verso il Varadega spingendosi fino al Ponte delle Capre.- Ha due cannoniere.
C – Situato a Sud-Est del casale di cui sopra. Obbiettivo: Migiondo, Sortenna – Taronno. Ha una cannoniera.
I pezzi della caverna B e C possono inoltre prendere posizione in barbetta lateralmente ed a Nord del casale di Dosso.
Si accede ai tre appostamenti dalla carrareccia che dal Km.39 sale alla Dossa passando sul rovescio del rilievo su cui trovasi i ruderi del Castello Visconti Venosta.
Ad immediata difesa dei tre appostamenti contro eventuali sorprese provenienti dal fondo valle Roasco venne scavato in caverna un appostamento per mitragliatrice nella parete rocciosa Nord del rilievo del castello. Detto appostamento prende d’infilata un lungo tratto del canale del Roasco.
Appostamenti di Grosotto (Schizzo al 10000 D.E.F.).-
D – Ad Est di Case Pozza. Obbiettivo: Ravoledo, fondo valle, pendici dello Storile e Dossi di Sortenna. Ha una cannoniera.
E – A Sud-Est di Case Pozza (Vedi tavola dei particolari).- Obbiettivo: Fondo valle, Dossi di Sortenna e pendici di Pizzo alto alla Croce e del Varadega. Ha una cannoniera.-
F – Sul rilievo di q.901: Obbiettivo come sopra. Ha due cannoniere.- I pezzi possono inoltre prendere posizione in barbetta lateralmente alla caverna che servirebbe in tal modo per ricovero serventi e riservetta. Sullo stesso rilievo vi è inoltre attualmente la postazione di un pezzo antiaereo a difesa della centrale Elettrica di Grosotto.
APPOSTAMENTI PER MEDI CALIBRI DI GROSOTTO (SCHIZZO AL 10000 G.H.K.L.)
Hanno tutti un ricovero riservetta in roccia: quelli della sella di Pugien hanno obbiettivi verso le due valli e quelli nei pressi di S.Sebastiano verso la Valtellina.
A tutti gli appostamenti si accede mediante diramazioni carrareccie dalla strada Grosotto – Vedec costruita a tale scopo riattando l’antica mulattiera.

E-COMUNICAZIONI STRADALI, TELEGRAFICHE, TELEFONICHE

CARRARECCIE
Si sono in massima parte costruite per servizio degli appostamenti di artiglieria riattando mulattiere esistenti.
1) Centrale Elettrica di Grosotto sino all’inizio della mulattiera di accesso a Scandolaro.- Sviluppo m.703 – larghezza utile m.2.30 – pendenza massima 4% – situata sulla sinistra dell’Adda, coperta alla vista e parzialmente al tiro. Venne costruita per il servizio del fondo valle come sussidiaria della Nazionale che trovasi scoperta in massima parte alla vista, e sempre al tiro.- Atta al traino delle artiglierie da campagna con attacchi, ed al traino delle artiglierie di medio calibro su affusti a cingoli- ha fondo buono.
2) Grosotto – Vedec.- Sviluppo Km.2.600 – larghezza utile m.2.- pendenza massima per brevi tratti del 20%, media del 15%. Caratteristiche come la precedente.
3) Piazza – Pugien.- Sviluppo Km.1.780. Caratteristiche come la precedente.
4) Km.39 della Nazionale – Dosso di Grosio – Ravoledo – Castrino – Menarolo di Sotto.- Sviluppo Km.8.100 – altre caratteristiche come la precedente – ha una diramazione per l’appostamento di Arzuga.
MULATTIERE
1) Dalla Centrale Elettrica di Grosotto alla q.2250 della linea del Varadega.- Sviluppo Km.8.020 – larghezza utile m.1.00 – pendenza massima 25%, media 20% – fondo buono – atta al transito delle salmerie nei due sensi, ma con difficoltà e solo in qualche tratto – coperta alla vista e parzialmente al tiro.
2) Ponte delle Capre – Scandolaro.- Sviluppo Km.2.550 – larghezza utile m.0.80 – pendenza massima 20% – altre caratteristiche come sopra.
3) Mulattiera di collegamento della carrareccia di Vedec colla mulattiera dell’Artegione.- Sviluppo Km.0.980 – larghezza utile m.1.00 – pendenza massima 24% – altre caratteristiche come sopra.-
4) Dal ponte sul torrente Roasco a Fop.- Sviluppo Km.3.400 – larghezza utile m.1.00 – pendenza massima 25% e media 18% – altre caratteristiche come sopra.
5) Dal ponte sul torrente Roasco – S.Giacomo – Menarolo da Sotto. Sviluppo Km.3.00 – larghezza utile m.1.00 – pendenza massima del 24%, media sino a S.Giacomo del 20%, oltre del 15% – altre caratteristiche come sopra.
6) Grosio – Arzuga.- Sviluppo Km.1.620 – larghezza utile m.0.60 – pendenza massima 25% media 20% – altre caratteristiche come sopra.
LAVORI STRADALI IN CORSO.
Si sta costruendo una carrareccia che dal Castello Visconti Venosta per Ravoledo porta a S. Giacomo.
TELEGRAFI – TELEFONI (veggasi schizzo N° 2 scala 1:100000)
Non vi sono impianti telegrafici per il servizio dello sbarramento oltre al tronco Grosio-Grosotto.
E’ in funzione una linea telefonica Grosio – S.Giacomo, con diramazione per Masanetta, che sarà portata a Menarolo di Sopra sullo Storile, ed a Pesciola sul Dosso Cornino. Verrà inoltre impiantata la linea Grosio – Scandolaro – Baitone.-

F-IMPIANTI TELEFERICI

Vennero richieste le linee:
Ravoledo (q.853)- Menarolo di Sopra (q.1700) per lo Storile;
Grosotto (q.650) – q.2000 (regione di Pesciola) per il Dosso Cornino.
Per il Varadega giova tener conto della teleferica esistente Mazzo – Mortirolo.

G-IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO D’ACQUA, SORGENTI, CISTERNE

Non esistono speciali impianti per il sollevamento dell’acqua.
La regione del Varadega, senza essere eccessivamente ricca d’acqua, presenta varie sorgenti perenni ed abbondanti nelle vicinanze degli abitati. Se ne hanno, per citare località prossime alla linea di difesa, ad Osteron, I Ron, Le Cerese, Scandolaro ecc. fino alla località Sulfo (q.1450). A quote superiori esistono pure sorgenti ma scarse ed in gran parte non perenni.
Per il rifornimento dell’acqua in questa regione devesi tener conto anche della vasca di carico della Centrale di Grosotto della capacità di 10000 metricubi e posta a 950 m.-
Lo Storile è in genere povero d’acqua: sul versante grosino, dalla q.1300 circa alla vetta, non vi sono che rare e scarse sorgenti in gran parte non perenni; a questo inconveniente si potrà rimediare colla teleferica progettata anche, e specialmente, per questo servizio.- Sul versante di Valtellina l’acqua pure non è abbondante, però vi sono delle sorgenti perenni fino a q.1700 circa.
Copiose sorgenti disciplinate in acquedotti si trovano da S. Giacomo a Valle, lungo la dorsale che scende alla confluenza delle due valli.- Nella regione non vi sono cisterne, ma solo piccoli depositi che servono per il bisogno limitato degli abitanti.
Il versante Grosino del Dosso Cornino è ricco d’acqua fino a q.1800 circa, da detta quota alla vetta le sorgenti sono scarse; però in prossimità di queste, la neve è perenne. Per la zona alta si è progettata una teleferica per ovviare, fra l’altro, alla deficienza d’acqua mediante il trasporto dal piano.